15 ottobre - 12 novembre 2016

ilaria margutti - Jole serreli: Tessere trame



Editoriale di Barbara Santoni su Meta in Italy del 3 Novembre 2016

 

Tessere Trame

In mostra a Milano “Tessere Trame”, quando l’arte diventa un filo conduttore fra pensiero, espressione ed emozione

 

Presso la Galleria d’arte contemporanea Zoia a Milano è in corso, fino al 12 novembre, la mostra “Tessere Trame” che presenta le opere di due artiste che hanno incrociato, per la prima volta, le proprie espressività personali in un interessante progetto che le accomuna.

 

Durante il vernissage le artiste hanno organizzato anche una performance simbolica che evidenziava le due realtà creative, diverse ma in perfetta sintonia, legate da un filo rosso sanguigno (colore prediletto da entrambe nelle proprie opere) che avvolgeva entrambe, collegando le due individualità in un unico vibrante concetto.

Ilaria Margutti è di Modena e Maria Jole Serreli è di Roma; pur non essendosi mai incontrate di persona prima di questa mostra, il loro legame si è evoluto e rafforzato tramite il significato espressivo delle loro opere e ha raggiunto il suo apice nella esposizione congiunta a Milano, sottolineando la efficacia di un percorso creativo individuale che si intreccia in un dialogo artistico coerente e affascinante.

 

Erika Lacava – dinamica e competente curatrice della galleria – focalizza così il concetto base della mostra: “ Il pezzi in mostra si alternano in un dialogo continuo, si avvolgono e rimandano a vicenda, nel rosso del filo teso che percorre come vasi sanguigni i muri e le tele bianche, in un discorso fitto, con domande secche e asciutte, risposte rapide, taglienti. Un racconto che parla di una femminilità delicatissima, tormentata e sofferta, un tema e un percorso declinato secondo modalità differenti tra astrazione e figura, con richiami alla forza della leggerezza, alla violenza di una ferita nella pace apparente di uno spazio bianco.”

 

Le opere sono in effetti intrise delle esperienze ed emozioni personali delle artiste: nel rincorrere i fili che si intrecciano, incontriamo ricordi, tradizioni ed esperienze che dal passato forgiano un presente intensamente consapevole. La tecnica di entrambe ci riporta inoltre alla tradizione del ricamo , del tessuto, del filo intrecciato : una pratica antica che si evolve in un messaggio attuale e moderno che incanta lo spettatore . La mostra prosegue fino al 12 novembre e vale la pena di una attenta visita sia per gli amanti dell’arte contemporanea sia per chi cerca ispirazioni nel campo della creatività applicata al mondo del tessile.

 

http://metainitaly.eu/tessere-trame/ 


 COMUNICATO STAMPA

TESSERE TRAME: Ilaria Margutti, Jole Serreli

 

Sabato 15 Ottobre, alle ore 19.00, Zoia – Galleria d’arte contemporanea inaugura “Tessere trame”, bipersonale di Ilaria Margutti e Jole Serreli. 

Una mostra che si caratterizza per la ricerca del confronto e dello scambio fertile tra due poetiche differenti e vicinissime tra loro, nate in modo individuale, parallelo e qui affiancate in un dialogo aperto su domande reciproche e stringenti. Filo conduttore la trama, l’antica tradizione del filo che passa in un ordito e che segna un percorso e un passaggio, assegna e disegna un senso.

 

 Alle spalle delle artiste si trovano le voci delle donne dei secoli passati, bisnonne, lontane parenti, la tradizione tutta che viene qui attualizzata e riportata in arte, facendoci assistere all'incontro del retaggio femminile per eccellenza con la fiber art, passando per gli echi possenti del filo intrecciato dell’artista sarda Maria Lai e l’essenzialità e la leggerezza del disegno toscano di matrice leonardesca. Si accorciano le distanze, e quello che Jole Serreli lega, imprigiona con i fili tesi fissati al telaio, Ilaria Margutti lo disegna e lo cuce fermandolo in modo indelebile sulla tela. Due percorsi che, tra astrazione e figura, si completano e rafforzano a vicenda facendosi l'uno ordito e trama dell’altro.

 

La mostra si caratterizza fondamentalmente come bicroma: il bianco dell'innocenza e il rosso della sua perdita sono i colori dominanti in una declinazione alternativa dello stesso percorso, risposte differenti alla stessa muta interrogazione. Un canto silenzioso a due voci tessuto sulla tela e raccontato, nella sua doppia valenza di significato, in una “trama”. Un accenno a una femminilità acuta, sofferta, feroce, nel suo piccolo ma ostinato uso dell’ago.

  

La mostra resterà aperta fino al 12 Novembre 2016 nei seguenti giorni e orari:

Lun-Ven: dalle 9.00 alle 13.00

Saba: dalle 16.00 alle 19.00

Altri giorni e orari su appuntamento

 

INFO:

www.zoiagallery.com

tel. 349 1509 008 

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Comunicato stampa "Tessere trame", Margutti - Serreli
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TESTO CRITICO di Erika Lacava

 

“Tramandare l’origine, per ricreare il presente”, Ilaria Margutti

“C’è chi scrive per non dimenticare, io lego oggetti per ricordare”, Maria Jole Serreli

 

 Tramandare, tramare, trama hanno etimologicamente il significato di “portare oltre”, “passare al di là”. Un passare attraverso la stoffa, nel caso specifico del cucire, e un passare oltre il tempo per andare in un luogo in cui la memoria è serbata per il futuro.

Il tramandare è segno distintivo della ricerca di Ilaria Margutti e Maria Jole Serreli, che da anni percorrono sentieri vicini seguendo le stesse tracce. Un sentiero alla ricerca della traccia tessile, materica e naturalmente femminile, che le porta a riappropriarsi di tecniche e strumenti antichi per una loro riscoperta, valorizzazione e riattualizzazione nel presente dell’arte.

 

L’uso del cerchio per ricamo in Ilaria Margutti, di rocchetti, spaghi e stoffe in Jole Serreli, l’uso peculiare dell’ago e del filo in entrambe rimandano ai mestieri passati fatti di intrecci e relazioni, attimi sospesi a parlare e intessere legami. Le artiste hanno alle spalle la tradizione millenaria del ricamo, del tessuto, del filo intrecciato. Jole Serreli la abbraccia e la arricchisce nell’incontro con antichi broccati, lino e tessuti del secolo scorso, oggetti di uso comune inseriti nelle sue installazioni, piatti, tazzine, vecchie lettere e occhiali da vista. Ilaria Margutti di questa tradizione raccoglie il ricamo, la pazienza infinita del costruire una trama, le ore mute da sola e quelle leggere in compagnia. Raccoglie i pensieri e li fissa sulla tela.

 

Entrambe tessono racconti, definendo le trame di una storia più ampia. E lo fanno su una tela che nella maggior parte dei casi si presenta bianca, nuda, dagli ampi spazi lasciati ai margini per dare all’oggetto o alla figura centrale un luogo e un respiro privati.

 

Maria Jole Serreli ricorda un passato, suo personale, altrui o collettivo, con il recupero di pezzi di storia inseriti nei lavori. Tende fili rigidi, geometrici, disegna terreni, sezioni di campi coltivati visti da una prospettiva aerea. I fili legano, imbrigliano e proteggono, definiscono i confini, i luoghi di appartenenza, delimitano e danno forma al tempo stesso. Jole Serreli crea un legame spaziale e direzionale tra un oggetto e il suo ambiente, un collegamento che rende le sue installazioni partecipi dello spazio e del tempo. Una localizzazione dell’artista in un luogo e in un tempo condivisi, un luogo e un tempo sociali, aperti al pubblico, a cui non si nascondono i segreti delle stanze, delle sedie, delle scarpe o del letto.

 

Ilaria Margutti elabora un tempo e uno spazio personale in una declinazione più intima del tema della trama. La relazione qui non esce dall’opera ma resta gelosamente interna, aggrappata tra il davanti e il retro della tela, tra il dentro e il fuori di se stessa. La tela, su cui rappresenta il suo volto e il suo corpo nei suoi mutamenti e nelle sue immobilità, si fa carne, tessuto, pelle viva da indagare e scavare, incidere e ferire. Ne sono ferita gli spilli, come cicatrici nel petto delle giovani donne, i semi di papavero appoggiati come punti di sutura, le garze che fungono da tela che protegge e lenisce, e, con il tempo, guarisce. Il filo attraversa come vena lo spazio vitale dell’opera, trasformata in corpo, divenuta metafora della ricerca di sé, e cuce ora una schiena, ora un sopracciglio, ora un labbro. Mettendo l’accento su parti differenti di figura, Ilaria Margutti cuce l'identità di un femminile da ricostruire.

 

In entrambe le artiste c’è una predilezione per il rosso, un filo sanguigno, vivo, vitale, un filo che non si nasconde ma si presta ad esporsi e rendersi protagonista dell’opera. Un colore coraggioso, che indica la passione, la rabbia, la lotta, la vita. Il rosso, il tessile e il segno inconfondibile di Maria Lai fanno da filo conduttore tra le due artiste.

 Sono tanti i riferimenti alla mitologia, al classicismo. Penelope tesse la tela in attesa di un ritorno lontanissimo, Arianna tende fili per condurre Teseo fuori dal labirinto, le vergini di Atene tessono il velo per la loro divina protettrice, dea della tessitura. Margutti e Serreli tessono per se stesse, per cercare di ricordare e di capire, di scavare nel loro intimo e nella loro storia.

I pezzi in mostra si alternano in un dialogo continuo, si avvolgono e rimandano a vicenda, nel rosso del filo teso che percorre come vasi sanguigni i muri e le tele bianche, in un discorso fitto, con domande secche e asciutte, risposte rapide, precise, taglienti. Un racconto che parla di una femminilità delicatissima, tormentata e sofferta, un tema e un percorso declinato secondo modalità differenti tra astrazione e figura, con richiami alla forza della leggerezza, alla violenza di una ferita nella pace apparente di uno spazio bianco.

Erika Lacava

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Testo critico "Tessere trame" di Erika Lacava
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BIOGRAFIE

 

Ilaria Margutti (Modena, 1971), diplomata all’Accademia di Belle Arti di Firenze, vive e lavora a Sansepolcro (AR). Inizia a esporre i suoi lavori nel 1996 presso JanineBeanGallery di Berlino, Wannabee Gallery di Milano e San Diego (USA). Nel 2008 le sue opere sono finaliste al premio Arte Laguna e Arte Mondadori. Nel 2010 è in Costa d’Avorio con un progetto artistico promosso dal consolato italiano. Partecipa nel 2012 alla biennale di Fiber Art di Philadelphia (USA). Parallelamente all’attività artistica, porta avanti l’insegnamento di disegno e storia e dell’arte e dal 2011 segue progetti di diffusione di arte contemporanea presso il Museo Civico di Sansepolcro. Dal 2013 è responsabile dello spazio per l’arte contemporanea “Casermarcheologica”. Ha partecipato ad Aliens di Frattura Scomposta, a numerose collettive in Italia e all’estero e alle fiere ArtVerona, Arte Fiera Bologna, Paratissima e Istanbul.

 

 Maria Jole Serreli (Roma, 1975), una qualifica di Ceramista al C.R.F.P. di Oristano, vive e lavora a Terralba (OR). Inizia l’attività espositiva nel 1999 ad Arborea (OR), a cui seguono numerose altre personali e collettive, in Italia e all’estero, come Londra, a partire dal 2010, e Amburgo nel 2011. Nel 2012 è all’Affordable Art Fair di Milano con l’opera vincitrice di un concorso per la valorizzazione del rapporto tra impresa e arte contemporanea. Nel 2014, al Macro Testaccio di Roma, è finalista al Premio Adrenalina e vincitrice del III Premio, ex-aequo. Nel 2016 è finalista al “Premio Internazionale Lìmen Arte 2015” e vince il II Premio, ex-aequo. Sue opere sono presenti presso vari musei, come il Museo del Minatore di Buggerru (OR) e il Museo Dinamico della Seta del Comune di Mendicino (CS). È ideatrice del progetto artistico a sostegno di Emergency, “In your shoes”, presentato a Londra nel 2013. Ha partecipato a simposi e residenze artistiche tra cui “Cosenza 2015”, a cura di Alberto Dambruoso. Nella sua vasta produzione artistica unisce i lavori installativi ad atti performativi.